Atteggiamenti mentali richiesti nelle competizioni di decathlon e heptathlon


MENTAL TRAITS REQUIRED FOR COMPETITION IN THE DECATHLON AND HEPTATHLON
Casey D. Thom- MSS, CSCS

Le prove multiple (decathlon – eptathlon) sono forse le discipline più impegnative in atletica
leggera. Ogni gara si svolge nell’arco di due giorni. Il decathlon richiede agli uomini di cimentarsi in
dieci prove testando diverse abilità fisiche, mentre le donne competono nell’eptathlon e si
cimentano in sette gare. Velocità, forza, flessibilità, coordinazione e resistenza sono tutte qualità
necessarie per il successo nelle prove multiple, ma un atleta può cavarsela solo con il talento
fisico? In una gara che richiede agli atleti di indirizzare le loro emozioni in prestazioni di rilievo
diverse volte, in diversi gare nell’arco di due giorni, sembra che le abilità mentali degli atleti, come
il rilassamento e la concentrazione possano giocare un ruolo importante nel successo di un atleta
anche in una competizione di prove multiple. Questo documento esplorerà una varietà di abilità
mentali e come queste abilità possono essere implementate in un allenamento multi-evento per
migliorare le prestazioni di un atleta.

Introduzione:

Le abilità mentali che verranno analizzate sono il controllo dell’aurosal, (in psicofisiologia per aurosal si intende l’intensità dell’attivazione fisiologica e comportamentale dell’organismo) la fiducia, l’allenamento della visualizzazione e il rilassamento. Dopo aver discusso delle richieste del decathlon per ciascuna di queste abilità mentali, verrà effettuata una valutazione su come, dove e in quale misura queste abilità si inseriscono nel programma del decathlon.

Cos’è il decathlon?

È una competizione nella quale gli atleti gareggiano in dieci diverse specialità dell’atletica leggera, dove il risultato ottenuto in ognuna delle specialità corrisponde ad un numero di punti. La gara si sviluppa nell’arco di due giorni. Il programma della prima giornata prevede i 100 metri, il salto in lungo, il getto del peso, il salto in alto e i 400 metri piani. La seconda giornata prevede i 110 metri ad ostacoli, il disco, il salto con l’asta, il giavellotto e la corsa dei 1500 metri. Anche la gara femminile dell’eptathlon viene sviluppata su due giorni, ma prevede i 100 metri ad ostacoli, il salto in alto, il getto del peso, e i 200 metri il primo giorno, e il salto in lungo, il giavellotto e gli 800 metri il secondo giorno. Entrambe queste specialità richiedono agli atleti di mantenere elevati livelli di prestazione fisica e di concentrazione mentale per un periodo di due giorni e sono quindi estremamente mentali e fisicamente impegnative.

Per essere una ottima eptatleta, una donna deve, secondo Rovelto, “… adottare uno stile di vita che le permetta di svilupparsi psicologicamente e fisicamente. L’eptatleta deve essere consapevole, determinata e possedere un grande ambizione. Fisicamente deve sviluppare contemporaneamente tutte le abilità motorie: velocità, forza, resistenza, abilità e flessibilità”

In queste componenti troviamo similitudini con le richieste che un decatleta deve affrontare. Un decatleta deve possedere forza muscolare, resistenza muscolare, resistenza cardiovascolare, flessibilità, capacità di apprendere la tecnica e deve essere forte psicologicamente (Blockburger, 2003). E facile notare l’enfasi posta da ciascuno di questi due tecnici – ricercatori, sulla necessità dell’inserimento della componente psicologica, sia per le eptatlete che per i decatleti. McGuire e Rovelto (2003) sostengono che ogni gara richieda una diversa quantità di aurosal, ma suggeriscono che le tecniche di rilassamento e di ri-focalizzazione tra le gare dovrebbero essere simili. Suggeriscono inoltre che ogni atleta debba trovare il giusto livello di aurosal e che questo sia elevato per le massime prestazioni ma ad esempio, di livelli moderati nel riscaldamento e negli 800 metri. Alti livelli di aurosal (attivazione) nei 100 metri ad ostacoli, salto in alto e nel giavellotto e livelli di aurosal molto alti nel getto del peso, il salto in lungo e i 200 metri nell’Eptathlon, le gare corrispondenti per gli uomini vengono trattate in modo simile. Ad esempio, la corsa dei 1500 metri maschile è più simile alla corsa femminile degli 800 metri. Entrambe queste gare richiedono una produzione di energia continua per periodi di tempo più lunghi, quindi nella maggior parte dei casi sarebbe il più vantaggioso uno stato di attivazione moderato.

Weinberg e Gould (2003) suggeriscono che l’aurosal ha sia aspetti psicologici che fisiologici, e può variare da nessuna tipologia di aurosal (sonno profondo) a molto aurosal (attacchi di panico). Con un livello di attivazione elevata si può riscontrare un aumento della frequenza cardiaca, della respirazione e della sudorazione. Questi stati non sono necessariamente associati a eventi positivi o negativi. Weinberg e Gould propongono alcuni esempi; un evento piacevole come la vincita di 10 milioni di dollari potrebbe creare un alto livello di attivazione; al contrario un evento spiacevole, come l’apprendimento della morte di una persona cara, creerebbe anche in questo caso alti livelli di attivazione.

Bruce Jenner, campione olimpico di decathlon negli anni “80, era molto ansioso prima delle competizioni. Questo elvato livello di ansia provocava spesso, prima di un decathlon, un aumento del battito cardiaco, tremori, respiro rapido, aumento della sudorazione ecc. Inizialmente egli considerò questi come segni di nervosismo e sentìva che tutto ciò si sarebbe trasferito verso un risultato negativo in gara, che puntualmente, come una profezia si avverava. Tuttavia, con il passare degli anni, tra esperienza e competizione, l’atleta ha imparato a convogliare quell’ansia in un segno positivo per la competizione, e ogni volta che provava un aumento del battito cardiaco o dei tremori, lo considerava un segno di prontezza per la competizione (Ungerleider, 1996).

Raggiungere il livello ottimale di aurosal per le massime prestazioni richiede un mix di rilassamento, fiducia e controllo dell’ansia. Tuttavia, deve esserci anche un elevato livello di energia coinvolto. Gli atleti devono trovare il giusto mix di rilassamento e stimolazione per ottenere prestazioni ottimali (Jackson, 1992). Come affermato in precedenza, questo è particolarmente impegnativo per gli atleti delle prove multiple, perché devono trovare questo giusto equilibrio non solo per una gara, ma per dieci nel caso di un decathlon e per sette nell’eptathlon.

Tom Pappas, il campione del mondo di decathlon nei primi anni successivi al 2000, è noto per il suo atteggiamento rilassato anche durante gli appuntamenti sportivi più importanti, mentre Roman Serble ex detentore del record mondiale e primo uomo nella storia ad aver superato i 9000 punti in un decathlon era noto per la sua alta emotività durante le competizioni (Smith, 2004). Questo va a dimostrare in modo ancora più marcato, che ogni atleta deve trovare il livello di aurosal (attivazione) più appropriato per se stesso.

Frye (2000) suggerisce che per gli sprint brevi (100 metri nel decathlon e i 200 metri nel heptathlon) il tratto psicologico più importante per il successo è la fiducia, questa può essere ottenuta solo se si è ben preparati, se si fissano obiettivi realistici e se si padroneggia la tecnica nel modo corretto. Sebbene questi elementi non comportino alcun particolare livello di aurosal per il successo in queste gare, queste competenze consentono ad un atleta di scoprire il proprio livello di coinvolgimento. Questa strategia può essere utilizzata non solo per gli sprint brevi, ma anche per tutte le specialità inserite in una competizione di prove multiple.

Uno degli ingredienti principali nella ricetta di Frye per il successo è la fiducia. La fiducia può essere notevolmente aiutata ridando all’atleta la percezione del controllo. Questo senso di controllo può comportare, in un atleta che sta effettuando una gara, la diminuzione della quantità di incertezza. L’incertezza può essere diminuita con un’adeguata preparazione e controllo dell’ansia. È noto che la fiducia susciti emozioni positive che aiutano gli atleti a rimanere calmi quando sono sotto pressione. È anche noto che la fiducia aiuta e facilita la concentrazione, porta a fissare obiettivi più alti e consente agli atleti di fornire uno sforzo maggiore (Weinberg & Gould, 2003). Tutte queste situazioni sarebbero di grande beneficio per il successo di un atleta che si cimenta nel decathlon o nell’eptathlon. Tuttavia, ci sono due particolari insidie che possono causare agli atleti la perdita della fiducia: l’eccessiva sicurezza e, lasciare che la prestazione degli altri atleti vada ad influire sul valore della propria prestazione.

L’eccesso di confidenza si evidenzia quando un atleta crede di avere abilità maggiori di quanto ne abbia realmente, oppure sottovaluta un avversario. Il problema principale che gli atleti affrontano quando credono di avere abilità superiori di quanto in effetti abbiano in realtà, è prevalentemente un problema di demoralizzazione che l’atleta tende a trascinarsi nelle gare successive.

Nelle prove multiple, sottovalutare un avversario è un problema minore dato che gli atleti con la mentalità giusta, gareggeranno contro se stessi piuttosto che con un avversario diretto, tuttavia questo può essere disastroso in particolare in due gare dove è necessario misurare la propria performance sull’avversario. Queste due gare sono i 1500 metri e i 400 metri nella prova del decathlon e nei 200 e 800 metri per le eptatlete. Se un atleta crede che un avversario sia meno abile di lui o lei in realtà questo potrebbe portare l’atleta ad andare più veloce e creare una situazione in cui l’atleta “muore” sul finale della gara compromettendo il risultato e pagando non solo in decimi o secondi ma anche in punti preziosi per la classifica. Questo può accadere anche quando un atleta sopravvaluta la propria abilità e perde la fluidità della corsa. Viceversa, se un atleta sottovaluta la propria abilità o sovrastima un avversario, questo può portare a una corsa più lenta di quella desiderata, compromettendo la gara e pagando punti preziosi. Tuttavia, in generale, è molto meglio essere sicuri di sé che non essere affatto affatto.

La sfiducia si riscontra spesso negli atleti che misurano il loro successo rispetto alle prestazioni degli altri invece di ottimizzare un metodo con il quale poter migliorare le proprie prestazioni. Questo è di particolare interesse per gli atleti che stanno iniziando nelle prove multiple. Gran parte delle specialità sono molto tecniche e se un atleta non dedica il proprio tempo ad un corretto percorso di apprendimento, ma cerca piuttosto di attuare delle rapide soluzioni per stare al passo con la competizione, può incorrerre quasi sicuramente in un arresto dello sviluppo complessivo delle tecniche. Dean Macey ribadisce questo fatto dicendo che nel decathlon un atleta deve “… concentrarsi su quello che sta facendo e su nient’altro”. (Macey, 2004). Kenneth Baum (1999) ripropone questa idea mentre racconta la storia di Dean Starkey, un saltatore con l’asta che ha avuto un grande successo, ma non ha mai battuto Sergey Bubka, ex detentore del record mondiale nel salto con l’asta. Se Dean avesse misurato le sue competenze con quelle di Sergey Bubka avrebbe potuto scoraggiarsi e rinunciare a saltare. Tuttavia, si è concentrato sul fare ciò che poteva e sapeva fare per migliorare la sua prestazione e ha avuto una carriera appagante e di successo.

Nelle competizioni di prove multiple i concorrenti sono autorizzati ad una pausa di trenta minuti tra una gara e la successsiva, per prepararsi in modo adeguato. McGuire e Rovelto (2003) sostengono che il tempo tra le gare sia importante come le gare stesse e debba essere trattato come una “prova nella prova”. Suggeriscono inoltre che questa pausa sia il momento per un atleta di liberare la mente dalla performance delle gare precedenti, siano esse positive o negative, e iniziare a spostare l’attenzione sulla prossima specialità. I due coach constatano che, dopo che gli atleti hanno terminato la gara, impiegano dai cinque ai sette minuti per ritornare alla calma. Ciò consente loro di rilassare i muscoli ed avere il tempo di spostare la loro attenzione sulla gara successiva. Dopo questo lasso di tempo sostengono che un atleta dovrebbe rivedere la propria strategia in funzione della gara che andrà ad affrontare. Questa strategia comprende la modalità di avvicinamento alla gara; come correre quella prova, a quale misura entrare nel salto in alto o nel salto con l’asta ecc. Consigliano inoltre gli atleti, di rivedere i riferimenti tecnici della specialità e alla fine completare la pausa di “riposo” con la preparazione psico-emozionale. Ciò include la revisione di quale dovrebbe essere il loro stato di attivazione per la gara successiva, la messa a fuoco della loro attenzione, la sicurezza che sono in grado di raggiungere, gli obiettivi desiderati e infine, la capacità di mettere in atto il loro piano. Questa pausa è anche un buon momento per praticare una corretta visualizzazione quale metodo di concentrazione efficace in funzione della gara successiva.

La visualizzazione è uno strumento chiave per molti dei grandi atleti in atletica leggera. Lee Evans ha fatto molto affidamento sulla visualizzazione prima della sua vittoria olimpica nei 400 metri del 1968 (Baum, 1999) e Sergey Bubka ha trascorso molto tempo facendo allenamento di visualizzazione con il gruppo della ginnastica russo che era conosciuto per la loro tecnica di pratica mentale (Ungerleider, 1996).

Ma come funziona, e perché è importante per un Decathleta?

Secondo Baum (1999) ogni individuo ha due emisferi nel cervello, emisfero destro ed emisfero sinistro, che sono entrambi in uso tutto il tempo. La sinistra viene utilizzata per i processi di tipo logico e la destra viene utilizzata per le immagini. Durante l’allenamento di visualizzazione gli atleti adoperano più la parte destra del loro cervello creando immagini, ma allo stesso tempo mantengono collegati entrambi i lati del cervello utilizzando tutti gli strumenti necessari per aiutare le prestazioni. I ricercatori stanno inoltre scoprendo che durante l’allenamento di visualizzazione si verificano sottili ma veri e propri segnali nelle vie neurali utilizzate nell’esecuzione dell’abilità visualizzata.

Perché questo dovrebbe essere importante per un decatleta? La prima ragione è che il decathlon è una specialità molto impegnativa dal punto di vista fisico e richiede una grande quantità di tempo per essere messa in pratica ogni giorno. Questo diventa fisicamente estremamente oneroso per gli atleti. Tuttavia, se parte di questa attività può essere veicolata dalla mente, essa può servire ad alleviare parte del carico pesante posto su un decatleta, ciò consente all’atleta di essere più fresco nelle sessioni di allenamento successive. Questo non vuol dire che si dovrebbero eliminare le sessioni di allenamento fisico. L’allenamento fisico deve avere ancora una grande enfasi, ma gli atleti delle prove multiple dovrebbero includere tra i mezzi di allenamento anche la visualizzazione.

Un altro motivo per cui l’allenamento di visualizzazione potrebbe essere vantaggioso per un atleta che pratica le prove multiple è il fatto che molte delle gare inserite nel decathlon e nell’eptathlon sono molto tecniche e l’allenamento alla visualizzazione può aiutare a creare una migliore consapevolezza nell’esecuzione dello sviluppo delle tecniche.

Inoltre, l’allenamento di visualizzazione permetterebbe agli atleti di rivedere la strategia per quelle specialità che non sono così tecniche come i 400 metri, o i 1500 metri per i decatleti, e gli 800 metri per le eptatlete.

Le prove multiple sono gare uniche in atletica perché sono le uniche specialità che si sviluppano per un periodo di due giorni. McGuire e Rovelto (2003) sostengono che si dovrebbe prestare particolare attenzione al tempo che intercorre fra questi due giorni di competizione. Essi sostengono che questo dovrebbe essere il tempo per un atleta di analizzare le gare effettuate e la giornata di gara nel suo insieme. Suggeriscono inoltre che gli atleti dovrebbero prendere questo come un momento per rilassarsi ed essere “fuori” dalla competizione. Gli atleti dovrebbero avere una cena rilassante e una colazione nutriente, e usare il tempo del riscaldamento il giorno successivo per raggiungere il livello appropriato di attivazione per le gare da affrontare.

Il relax sembra essere in questo caso la chiave, ma perché il relax è così importante in una competizione di prove multiple?

Weinberg e Gould (2003) suggeriscono che se gli individui non prendono tempo per rilassarsi, sperimenteranno sia l’affaticamento fisico che mentale che porta al burnout (esaurimento). Il vecchio modo di dire: “di più è meglio” non è sempre appropriato, specialmente con specialità così impegnative insite nel decathlon e nell’eptathlon. Questo è vero sia per l’allenamento settimanale che per la competizione. Gli atleti hanno bisogno di tempo per riposare. Questo riposo permette agli atleti di allentare la tensione, recuperare le loro energia e tornare in pista con una sensazione di freschezza.

Anche il rilassamento delle componenti interne è molto importante. Se un atleta diventa teso e i suoi muscoli si irrigidiscono, questi non stanno lavorando nel modo più efficiente possibile, al contrario sono più propensi a “soffocare” il gesto oppure, produrre sforzi al di sotto della media. Dr.Patrick J. Cohn (2004) suggerisce una strategia per affrontare questa tensione e rimanere rilassati sotto la pressione della concorrenza. Il primo elemento suggerito dal dott. Cohn è di “rallentare”. Egli afferma che l’ansia fa accelerare e aumentare le tensini negli atleti. Ciò porta a un calo delle prestazioni. Suggerisce inoltre di essere molto lento e calmo nei warm up e di prendersi del tempo per rilassarsi durante le competizioni (tra salti, lanci, ecc.). Il secondo elemento che suggerisce è di respirare profondamente, perché aiuta a ridurre la tensione muscolare e rende più facile concentrarsi sulle cose positive. Suggerisce la respirazione addominale e consiglia agli atleti di praticarla anche nel loro tempo libero. Il terzo elemento per il rilassamento è quello di rilasciare la tensione. Suggerisce di utilizzare il rilassamento muscolare progressivo per ottenere questo risultato. Il rilassamento muscolare progressivo si verifica quando un individuo contrae un muscolo e lo trattiene per circa otto secondi, quindi rilascia il muscolo, che dovrebbe essere più rilassato rispetto a prima. Il quarto elemento è parlare da solo. Tutti i dialoghi dovrebbero essere positivi e lui sostiene che questo aiuterà un atleta a costruire fiducia e a rilassarsi. Il quinto elemento è indirizzare il livello di ettivazione a causa della concorrenza, a vostro vantaggio. Vi è una scarica di adrenalina in più nelle competizioni che consente agli atleti di comportarsi meglio. Tuttavia, occorre assicurarsi che il livello di aurosal non sia elevato. Piuttosto dovrebbero considerare questa livello di attivazione (aurosal) come un segno di prontezza e usarla per concentrarsi.

Sintesi e conclusioni

Dalla nostra ricerca abbiamo scoperto che il controllo dell’attivazione, la sicurezza, l’allenamento della visualizzazione e il rilassamento svolgono tutti ruoli diversi e importanti nel decathlon. Il controllo dell’attivazione può aiutare gli atleti/e del decathlon e dell’eptathlon a sperimentare il successo mettendoli nella condizione più appropriata di attivazione e di stimolazione per la specialità in cui sta gareggiando in quel momento. È anche utile nella conservazione dell’energia nervosa che può, se incanalata correttamente, essere vantaggiosa per il successo di un atleta. La fiducia è anche un fattore strumentale nel successo di un atleta delle prove multiple. La fiducia crea emozioni positive negli atleti e consente loro di mantenere la calma in competizione. Questo aiuta anche gli atleti a mantenere la concentrazione. La fiducia può essere sviluppata attraverso un’adeguata preparazione e un’auto-discussione positiva. Tuttavia, è importante che gli atleti non diventino troppo sicuri di sé, il che potrebbe indurli a scoraggiarsi a causa di risultati che non sono all’altezza delle loro aspettative irrealistiche o che possono indurre gli atleti a sottovalutare gli avversari. È anche importante che gli atleti non valutino il loro successo su altre persone, che potrebbero portare a una mancanza di sicurezza, ma piuttosto analizzare sempre i propri progressi personali.

L’allenamento della visualizzazione può essere di grande utilità per i decatleti e le eptatlete grazie alla sua capacità di consentire agli atleti di praticare abilità senza stress fisico. Dal momento che l’allenamento per le prove multiple è così difficile dal punto di vista fisico, qualsiasi preparazione che risparmia lo stress fisico extra del corpo è altamente vantaggiosa. L’allenamento della visualizzazione è anche di grande importanza per gli atleti che praticano la prova multipla perché crea una connessione tra la mente e il corpo e consente agli atleti di rivedere la tecnica e la strategia che li renderà meglio organizzati in vista della competizione e, a loro volta, aumentare la loro fiducia. Un rilassamento adeguato può giocare un ruolo importante nel successo di un atleta delle prove multiple a causa sia della quantità di tempo necessario per completare un decathlon, sia dell’effetto che può avere sulle prestazioni nelle singole specialità nell’eptathlon o nel decathlon. Il rilassamento tra una gara e l’altra può aiutare gli atleti a calmarsi e prepararsi meglio alla successiva gara. Il rilassamento tra un giorno e l’altro può aiutare inoltre a mantenere l’energia essenziale per il successo in una competizione di prove multiple e permette all’atleta durante una gara, di affrontare il gesto tecnico in modo più efficiente.

In conclusione, le abilità mentali svolgono un ruolo molto importante nel successo di un atleta nelle prove multiple. Il controllo dell’attenzione, della sicurezza, della visualizzazione dell’allenamento e il rilassamento servono ad aiutare gli atleti a comportarsi meglio. Forse più allenatori inizieranno a capire l’importanza delle abilità mentali e inizieranno a porre maggiormente l’accento sulla preparazione mentale.

Traduzione e adattamento di
Graziano Camellini

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