Chi è un buon allenatore? Chi è un allenatore esperto? Di Sébastien Libicz (Federazione Francese di Triathlon)

Sembra molto complesso definire cosa costituisca expertise in un’attività come quella di istruire un individuo o un gruppo nella realizzazione di un progetto di performance sportiva.

Molti sono i fattori coinvolti nella definizione di questo livello di competenza e sono principalmente legati a:

  • La conoscenza tecnica dell’attività (rientra nella logica interna);
  • Fattori umani (che a loro volta appartengono alla psicosociologia), e infine
  • Fattori legati all’ambiente storico-istituzionale della disciplina in questione.

Horton et al. (2005) hanno indirizzato la loro ricerca chiedendosi se la qualità di un allenatore dipendesse dal numero di successi ottenuti nei campionati, dalla sua capacità di insegnare il gioco, motivare gli atleti o dalle sue conoscenze tecniche e / o tattiche?

Forse è una combinazione di tutti questi elementi, che tende a confermare che, l’identificazione e la definizione del livello di expertise di un allenatore rimane un compito molto complesso.

Definire l’expertise nella formazione:

Cercare di determinare cosa definisce un allenatore esperto è problematico perché esistono pochi standard oggettivi per valutare gli allenatori. Non esiste una classifica internazionale degli allenatori, nessun confronto diretto in cui gli allenatori possano mettere alla prova le loro abilità l’uno contro l’altro.

A titolo di confronto, definire l’expertise negli atleti è un compito molto più semplice perché di solito ci sono parametri di riferimento chiari e oggettivi. Raggiungere una performance, una posizione nella classifica mondiale o una posizione in importanti competizioni internazionali, sono tutte misure ragionevolmente oggettive per determinare il livello di un atleta.

Gli allenatori sono generalmente giudicati dalle prestazioni degli atleti che allenano. La possibilità di accompagnare un certo numero di atleti per ottenere titoli di Campione del Mondo o un’alta percentuale di vittorie può portare alla qualificazione di allenatore “esperto”. Pertanto, la valutazione di un allenatore dipende tanto dal successo degli atleti da lui allenati quanto dai suoi metodi di allenamento.

Questa restrittiva definizione di expertise è problematica per gli allenatori che lavorano con aspiranti atleti o nella fase di accesso all’alto livello, in quanto possono anche loro essere allenatori esperti.

La formazione dell’allenatore come garanzia di prestazione?

In molti paesi, se una persona desidera formarsi a livello internazionale, ha bisogno di seguire un corso di formazione e una certificazione più o meno complessa. Un livello di qualifica può essere sufficiente per definire il livello di competenza dell’allenatore, ma questo non sembra essere rilevante. Sebbene questi corsi di formazione, garantiscano un certo livello di conoscenze e capacità tecniche, la maggior parte degli allenatori concordano sul fatto che la certificazione su un dato livello di formazione non è di per sé sufficiente e deve essere associata alla formazione con altre fonti di esperienza e conoscenza.

Cosa può fare un allenatore esperto?

La definizione del livello di competenza di un atleta può essere fatta prendendo come riferimento la qualità dei comportamenti motori prodotti in risposta a un determinato sistema di gioco (questo stesso sistema di gioco risponde a una serie di azioni motorie inevitabilmente prodotte per soddisfare la logica e le regole del gioco stesso). Possiamo fare lo stesso percorso per definire il livello di un allenatore?

Alcuni ricercatori hanno tentato di identificare e di esaminare la struttura delle competenze dei grandi allenatori. Osservando il comportamento degli allenatori, gli autori si sono generalmente concentrati sull’individuazione di due aree di ricerca e verifica di:

  • È un allenatore esperto, un allenatore che può individuare, vedere, dove altri non arrivano?

Gli studi condotti sugli allenatori di nuoto (vedi bibliografia alla fine del documento) mostrano che gli allenatori esperti hanno effettivamente sviluppato concetti e conoscenze più specifiche per la tecnica di nuoto. In uno di questi studi, gli allenatori sono stati sottoposti alla visione di video effettuati sott’acqua di quattro nuotatori a diverso livello. Agli allenatori è stato quindi chiesto di analizzare le caratteristiche tecniche dei nuotatori e di dare indicazioni specifiche per migliorare la tecnica di nuoto degli atleti. Gli istruttori principianti avevano un’osservazione e un’analisi superficiale e vaga, mentre gli allenatori esperti erano molto specifici nelle loro valutazioni e raccomandazioni per migliorare la tecnica di nuoto. Gli allenatori esperti hanno avuto la capacità di estrarre maggiori informazioni dalle loro osservazioni e sono stati in grado di fornire soluzioni fondamentalmente più rilevanti ai problemi che i nuotatori devono affrontare. Non è sorprendente scoprire che gli allenatori esperti sembrano “vedere” di più e offrano consigli più appropriati e pertinenti ai loro atleti.

Questo fenomeno non è esclusivo dello sport ed è stato identificato in campo medico, nel gioco degli scacchi e nei giochi fisici. In tutte queste aree, gli esperti hanno una migliore capacità di rivelare i concetti necessari ed essenziali per migliorare le abilità o le tecniche della loro disciplina.

Per gli allenatori esperti, questo di solito porta alla costruzione di feedback o consigli che portano a un miglioramento immediato e/o significativo della tecnica dell’atleta.

  • Un allenatore esperto organizza, crea sequenze di allenamento più efficaci ed efficienti rispetto agli allenatori non esperti?

La seconda domanda ruota attorno alla progettazione degli allenamenti e al fatto che gli allenatori esperti offrono sessioni più rilevanti ed efficaci rispetto ai non esperti. Possiamo imparare molto dalle fasi di allenamento di un atleta esperto poiché sono strettamente correlate alle abilità di allenare gli atleti.

Anche se la quota di talento naturale o di doni genetici, necessari per raggiungere l’eccellenza rimane un fattore importante, non è possibile oscurare la componente determinante del lavoro da attuare per raggiungere l’expertise in qualsiasi sport. Questo concetto è stato definito da Anders Ericsson et al. (1993) come il volume di The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance” necessario per accedere al livello elevato. Questo termine è stato coniato a seguito di studi su musicisti dove si evidenziava come il fattore determinante per migliorare il livello di expertise fosse subordinato al numero di ore dedicate alla ripetizione di esercizi. Pratica che gli autori hanno definito intrinsecamente “not inherently enjoyable” (non proprio piacevole) ma che genera qualità e quindi prestazioni.

Noteremo che questo livello di attività e di impegni richiesti per l’accesso ad alto livello, generi inevitabilmente un alto livello di stress (sia fisico che emotivo). Ciò rivela l’importanza e il ruolo dell’allenatore come elemento motivante del processo di allenamento. Uno dei criteri per la definizione di un buon allenatore può dunque essere la sua capacità di dare lo “spirito” agli atleti e favorire in tal modo l’emergere di una elevata capacità di lavorare su aspetti “esigenti”.

È stato stabilito che esiste uno stretto legame tra il livello di prestazione raggiunto e il tempo trascorso nella pratica sportiva. Oltre all’importanza del volume di attività che permette di accedere all’alto livello, noi possiamo anche studiare la natura stessa delle attività di allenamento e la correlazione con il livello di prestazione dell’atleta. È stato dimostrato che più “la pratica deliberata” trae beneficio dalla condotta di un istruttore, un insegnante (sotto forma di lezioni, allenamenti), più porta l’atleta ad un alto livello di attinenza e concentrazione sullo sforzo da produrre.  Il processo di allenamento richiede quindi all’allenatore una concezione fine ed elaborata di un programma, che porti ad un miglioramento ottimizzato delle qualità dell’atleta in relazione all’impegno di quest’ultimo.

Se consideriamo che esiste un limite di soglia individuale del volume di allenamento oltre il quale un atleta non può andare (rischio di lesioni, sovrallenamento, esaurimento), il ruolo dell’allenatore diventa essenziale per promuovere l’ottimizzazione di questi tempi di attività e del loro impatto. Ciò darà all’allenatore una certa responsabilità nelle prestazioni dell’atleta o nella sua capacità di fare progressi.

Comprendere e definire come gli allenatori esperti progettino e strutturino la loro programmazione diventa quindi necessario e le sue informazioni sono preziose per gli atleti che allena e per gli allenatori non esperti

Quali attività dell’allenatore sul campo di allenamento?

Rolland Tharp e Ron Gallimore (1975) hanno condotto uno dei primi studi nel tentativo di definire e analizzare le attività di un allenatore di pallacanestro riconosciuto come esperto. Per questo, gli autori hanno creato uno strumento per identificare i metodi o metodi relativi alle attività di allenamento (Coaching Behaviors Recording Form ou “CBRTF”). Hanno notato che il 75% delle attività di John Wooden (allenatore seguito per un’intera stagione) sono state condotte per fornire “istruzioni” o “consigli”. Queste istruzioni erano di solito mirate, deliberate al momento e accompagnate alla formazione degli atleti durante l’azione di gioco, John Wooden sembrava avere la capacità di dare feedback e indurre miglioramenti quasi istantanei ai giocatori.

La tabella seguente ci fornisce una migliore comprensione di come i ricercatori definiscono i diversi tipi di attività di allenamento nel campo e quanto ognuna di queste attività comporta.

Temi Ricorrenza delle attività    Frequenza % Durata%
Indicazioni generali 2425 27,9 24,9
Felicitazioni, incoraggiamenti 2266 26,1 6,9
Istruzioni tattiche 2160 24,8 46,5
Altro 486 5,6 10,4
Istruzioni tecniche 425 4,9 3,9
Rifare nuovamente 273 3,1 0,8
Umorismo 235 2,7 1,3
Concettualizzazione 149 1,8 3,5
Rimedi non verbali 105 1,2 0,2
Rimproveri 59 0,7 0,3
Critiche/aggiustamenti 36 0,4 1,1
Punizioni non verbali 2 0,02 0,00
Total 8621 99,22 99,8

Tabella 1: quantificazione e distribuzione delle attività di allenamento in campo in termini di ricorrenza, frequenza, durata. Norton et al. (2005)

Da allora, molti studi sono stati condotti su questo tema. Gli autori generalmente identificano due aree di abilità essenziali per gli allenatori. La prima definisce la capacità dell’allenatore di supportare e ottimizzare l’acquisizione delle abilità tecniche e fisiche, la seconda area è legata alla capacità di “coaching”, più legata alle nozioni tattiche durante il gioco propriamente detto oppure nel momento in cui si consegue la prestazione in competizione.

Allenare e insegnare?

Patrick Hunt, capo allenatore presso l’Australian Sports Institute (AIS) ritiene che un allenatore sia principalmente un insegnante. Non solo l’allenatore deve avere una conoscenza dettagliata dell’attività per agire sul campo e buoni metodi di insegnamento, ma deve anche essere in grado di trasmettere la propria esperienza e quindi sapere come formalizzare le sue esperienze.

Questo allenatore esperto dimostra come ogni periodo tra le stagioni sia stato proficuo per formalizzare valutazioni sempre più accurate e per ottimizzare costantemente i suoi metodi e strumenti di formazione. La formalizzazione di questi rapporti gli ha anche permesso di trasmettere la sua esperienza agli allenatori in formazione. Sembra inoltre impossibile per lui dissociare la sua attività di allenatore con quella di formatore.

Cosa pensare di tutto questo?

Lo sviluppo dell’expertise è un processo continuo di esperienze più o meno formali. Spesso si considera che un allenatore, come un atleta, diventa un “esperto” dopo 10 anni di pratica o 10.000 ore di allenamento.

La nostra riflessione ci porta a pensare che, oltre a una durata e alla ricchezza delle esperienze e degli scambi, la conoscenza e le competenze che costituirà la base del livello di expertise dell’allenatore. In una seconda fase, la valutazione del livello di expertise può essere condotta in termini di scelte fatte nell’uso di strumenti e metodi, in relazione a un livello di prestazioni raggiunto.

Titolo originale: Qu’est ce qu’un bon entraîneur ? Qu’est ce qu’un entraîneur expert ?

Traduzione e adattamento di

Graziano Camellini

Bibliografia in originale :

  • Ericsson, K. A., Krampe, R. and Tesch-Romer, C. (1993). The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance. Psychological review (100) : 363-406
  • Farrow, D., Baker, J. and Mac Mahon C. (2008). Developing sport expertise. Routledge edition. Fleurance, P. et Pérez, S. (2008). Interrogations sur le métier d’entraîneur(e). Cahier de l’INSEP N°39
  • Horton, S. Baker, J. and Deakin, J. (2005). Expert coaches in action : A systematic observation of 5 nationalteam coaches. International Journal of Sport Psychology, (36) : 219-319.
  • Tharp, R. and Gallimore, R. (1976). What a coach can teach a teacher. Psychology Today (January).