FRANCESCO PERNICI ED IL TRIS DI TITOLI ITALIANI

Vincere tre edizioni consecutive di un Campionato Italiano, in due categorie diverse, dimostra che il valore dell’atleta non si discute e che il lavoro del tecnico è, senza ombra di dubbio, prolifico.

Stiamo parlando di Francesco Pernici, atleta bresciano, tesserato per la Free Zone. Francesco, Domenica 7 Febbraio, ad Ancona, ha conquistato il Titolo Italiano Indoor negli 800 mt Juniores. Un ottimo risultato che va ad aggiungersi ai due titoli, indoor ed outdoor, conquistati nel 2020 nella categoria Allievi. Noi di Spot&Sport seguiamo da tempo le evoluzioni sportive di Francesco, orgogliosi anche del fatto che a lui siamo legati da amicizia. A guidare le imprese di Francesco troviamo il Tecnico Dalmazio Bersini, perfettamente coadiuvato dal figlio Simone. Un binomio perfetto che sta facendo crescere in maniera esponenziale Pernici.

Al ritorno da Ancona, abbiamo scambiato due parole con Francesco. Colloquio che riportiamo in questo articolo, perché siamo sicuri che voi lettori, saprete apprezzare il carattere di Francesco. Naturalmente vi invitiamo, da ora, a seguirlo nelle sue avventure sportive.

Come nasce la tua passione per l’Atletica?

L’amore per l’Atletica Leggera è una parte essenziale della mia vita, nata grazei a mio nonno con il quale ho rivisto il passato di atleta di mia mamma e con quanto impegno e costanza si sia prodigata per ottenere degli ottimi risultati. Così all’età di 12 anni mi consigliò a provare a far Atletica.

Ci racconti chi è Francesco Pernici?

Francesco Pernici è un ragazzo originario di Niardo, un paesino della Val Camonica che come tanti, nel corso degli anni, affiancato da persone con esperienza positiva di valori, ha capito che dal nulla si coglie nulla e solo con impegno e serenità si viene premiati. Frequento il Liceo Sportivo “Gianni Brera” di Brescia e alterno allo studio, i miei allenamenti di Atletica.  La vita di un atleta è sempre piena di emozioni, cadute, sconfitte e vittorie. In questi anni ho imparato più dalle sconfitte che dalle vittorie. Lo sport mi ha insegnato che la vera metafora della vita è… “Si cade e ci si rialza più forti e determinati di prima”. Secondo me non c’è una ricetta segreta per essere i più forti, ma credo che i miei ingredienti siano: resilienza, perseveranza e determinazione.

Domenica 7 Febbraio, ad Ancona hai vinto il tuo terzo titolo Italiano consecutivo negli 800 Mt. Chi ti ha spinto verso questa specialità?

A spingermi verso questa specialità è stato proprio il mio allenatore che fin da subito mi disse che con impegno sarei diventato un bravo ottocentista.

  • Cosa hai provato sulla linea del traguardo?

Sulla linea del traguardo ho provato una sensazione bellissima, una sensazione che mi porta a crederci sempre di più.

Ci avevi promesso questa vittoria. Da dove nasce questa sicurezza nei tuoi mezzi?

Questa sicurezza nasce dal fatto che con una buona preparazione e con il seguire i programmi che il mio allenatore Dalmazio Bersini con tanta premura, ogni fine settimana mi manda, ma anche la forza che mi trasmettono le persone che mi stanno vicino e mi seguono sempre, Simone Bersini allenatore in campo che divide spesso con me le mie fatiche nei miei allenamenti quotidiani, il Direttore Sportivo GianPietro Squassina che rappresenta l’anima della nostra società, la mia società FREE-ZONE che mi sostiene quotidianamente (la mia scuola, la mia ragazza, il mio paese NIARDO, i miei amici…) questo mi sprona a dare il meglio sempre di me stesso. E poi soprattutto c’è la forza della mia Famiglia (in primis mia mamma) che mi supporta e sopporta quotidianamente.

  • Ci presenti il tuo allenatore? Che rapporto hai con lui?

Dalmazio oltre ad essere il mio allenatore è anche il mio migliore amico. Credo che il rapporto tra atleta e allenatore sia molto importante affinché le prestazioni siano di gran lunga migliori degli standard. Avere quella persona che più di tutte ti dà consigli e sicurezza prima di correre e che crede nelle tue potenzialità.

Quanti giorni ti alleni durante la settimana e quante ore al giorno?

Per quanto riguarda i miei allenamenti, io mi alleno 5 volte alla settimana, più la gara e la durata media dei miei allenamenti varia da 1,5h a 2h.

Studio e Sport riesci a conciliarli senza problemi?

Studio e sport riesco tranquillamente a conciliarli, organizzandomi senza alcun problema, cercando di portandomi avanti con tutto e organizzando bene le cose. Ma in verità grazie anche alla mia Scuola, il mio Dirigente Nicola Barbaglio e ai miei stessi insegnanti che sono sempre pronti a sostenermi e a spronarmi, persone con tanta esperienza di vita, di valori che cercano di farmi capire che tutto nella vita puoi ottenere con tanto impegno e per poi alla fine essere sempre premiato e ripagato.

Quale è il tuo sogno nel cassetto?

A breve, Il mio sogno nel cassetto è quello di fare il minimo Europeo e di poter far sì che l’Atletica Leggera diventi la mia professione e ovviamente un giorno poter partecipare alle Olimpiadi, quindi correre gli 800 m in 1’45”00.

Vivi in una famiglia di sportivi. Tua sorella è un’altra promettente atleta. Dove può arrivare secondo te?

Ebbene sì, la mia è sempre stata una famiglia di sportivi, a partire da mio nonno nel Judo dove ha raggiunto ottimi risultati, mia mamma Valentina (400m) fino ad arrivare a mia sorella Samira, anche lei una promettente Atleta che a parer mio ha grandi capacità per fare grandi cose in questa fantastica disciplina e sport. Nonostante litighiamo molto spesso, in Atletica mi vedo come un suo punto di riferimento e quindi, insomma devo dare l’esempio. Le auguro con tutto il cuore che abbia il mio stesso sogno e di riuscire ad avverarlo insieme a lei.