Il Salto con l’asta nel decathlon: Alcune idee…

Di Claude MONOT

Per un buon numero di allenatori, gli ostacoli, il giavellotto e il salto con l’asta devono avere all’interno del decathlon precedenza nell’allenamento di costruzione. Probabilmente perché contengono più elementi di padronanza tecnica rispetto alle altre specialità e, soprattutto il salto con l’asta, necessita di un tempo di apprendimento maggiore. Tutti sono concordi nell’ asserire che questa disciplina è quella che pone le “problematiche.” maggiori

Il salto con l’asta è una prova chiave? 1) Caratteristiche del salto con l’asta nel decathlon a) Alcune sfumature nel regolamento: (l’asticella sale di 10 in 10cm, talvolta anche dall’inizio della gara per esigenze di organizzazione) i tempi di preparazione, quando si è rimasti soli in gara, sono ridotti (3 ‘ invece dei 5’ disponibili nella specialità individuale) e tutto ciò può avere delle conseguenze nella gestione del concorso in quanto:  Si constata che le differenze tra il livello degli atleti sono molto elevate  Diventa fondamentale impostare il riscaldamento in funzione del proprio livello e non in funzione del gruppo di appartenenza durante la competizione

1) Il salto con l’asta = la terza gara del secondo giorno Questo posizione nella prova del decathlon fa si che il decatleta arrivi un poco spento al momento di inizio della gara. La stanchezza si fa sentire. Dopo il disco, l’atleta “deve trasformare” il suo corpo: da lanciatore (basso, rilassato, da una gestione di movimenti rotatori) “deve diventare” saltatore (alto, tonico, con rincorsa rettilinea). Il riscaldamento, iniziale e intermedio sarà impostato pensando probabilmente ad “economizzare” le proprie energie. 2) Obiettivi spesso differenti Tutto ciò che abbiamo appena visto dimostra che il decatleta deve ottimizzare la sua abilità. In effetti l’obiettivo della gara di salto con l’asta, come praticamente della prova multipla è diverso dallo specialista del salto con l’asta. Vincere la gara ha ben poco significato. Occorre fare la “tua” prestazione, fare i “tuoi” punti per aggiungerne quanti più possibile alla tua classifica. Per questa ragione bisogna “sapere” eventualmente:  Adattarsi alle condizioni climatiche, al proprio potenziale del momento… soprattutto in riferimento al salto con l’asta;  Utilizzare una varietà di aste con la consapevolezza di saper saltare con le aste “morbide”;

   d)   Piccole altre sfumature se:   "Il salto con l’asta è un punto debole”:   Iniziare il riscaldamento subito dopo la gara del disco per gestire meglio la “confusione” del riscaldamento, per posizionare i riferimenti, e per creare gli automatismi del salto. 

Andando oltre, se possibile utilizzando un proprio protocollo d¡ riscaldamento. Questo per ovviare a tutte le sorprese, ed essere certi che un corretto riscaldamento ci permetta di ritrovare gli elementi essenziali del salto.

“Il salto con l’asta è un punto forte”: Posizionare i riferimenti, sapere aspettare ed approfittarne per riposarsi (non aggiungere ulteriore fatica con un riscaldamento lontano dal tuo ingresso in gara). Sapersi riscaldare fuori dal salto. Essere capaci di includere il proprio riscaldamento nel concorso, fare cioè dei salti ad altezze intermedie per poter adeguare i propri riferimenti. Osservare la situazione per potere reagire (essere pronto eventualmente a saltare con due diverse aste per esempio).

3) L’allenamento Quali possono essere le differenze nelle sedute di allenamenti tra lo specialista del salto con l’asta e del decatleta-astista? A. Il tempo: Innanzitutto, il decatleta ha meno tempo di preparazione. Il salto con l’asta non è che una specialità del decathlon, bisogna preparare tutte le altre tecniche, sviluppare tutte le qualità fisiche necessarie senza mai dimenticare che il riposo fa parte dell’allenamento. Il salto con l’asta fa parte delle specialità “chiave”, per questa ragione un buon numero di allenatori mantengono una attività di allenamento regolare per tutto l’anno. B. Il materiale: Se il decatleta cresce in un club dove si pratica il salto con l’asta deve ritenersi fortunato, potrà forse avere (per l’utilizzo delle aste) dei conflitti interni durante le competizioni che non sono organizzate nello stesso luogo della gara individuale ma, sono piccolezze se si considera la difficoltà che si incontra nella ricerca di una collaborazione tecnica oppure, nella difficolta di reperire attrezzi adatti alle proprie caratteristiche fisiche. Spesso il decatleta ha meno materiale, meno possibilità di scelta per definire quale tipo di asta utilizzare. C. L’allenatore: L’allenatore è talvolta uno specialista del salto con l’asta, ma ciò non succede spesso. Così come l’atleta può avere dei punti “FORTI” e dei punti “DEBOLI”, l’allenatore potrebbe, non essere sempre perfettamente a conoscenza di tutte le problematiche del decathlon. Farsi aiutare dagli specialisti? Sì, ma approfittarne per “rubare la conoscenza”, assistere sempre alle sedute di allenamento, perché il giorno della competizione “l’aiuto” potrebbe non essere presente. Lavorare con gruppi di livello permetterà di focalizzare i punti essenziali di ciascuno. D. L’atleta: L’atleta delle Prove multiple potrebbe non essere necessariamente un saltatore ma potrebbe avere dei profili differenti: più velocista che saltatore, più lanciatore che saltatore. In ogni caso, non è obbligatorio avere il fisico di un saltatore, nel decathlon spesso avviene l’opposto, si trova spesso l’atleta con una massa muscolare notevole che deve saper gestire questa ed altre problematiche.

4) Alcune indicazioni di lavoro: Per i decatleti, bisogna pensare ai compromessi, fare delle scelte, vale a dire cercare di modellare, modificare i comportamenti rimanendo sempre all’interno di un contesto specifico (rispetto dei fondamentali del salto): rincorsa, tenuta dell’asta, presentazione e punto di stacco.
L’allenamento della Prova Multipla può porre dei problemi di lateralità. In effetti, nei criteri di riuscita del salto con l’asta è compresa la qualità dello stacco, dunque della scelta della ” gamba buona”, o del ” braccio buono” Ma ci sono anche numerosi altri fattori quali l’abilità a traferire la velocità all’asta e l’agilità per eseguire un rovesciamento e poi un superamento corretto. Occorre riprendere il concetto di trasversalità tra le discipline nella preparazione del decatleta. Arrivare a comprendere il meccanismo di una specialità più complessa (il salto con l’asta) rispetto agli altri salti.

i. Quale stacco? Possiamo considerare il salto con l’asta come una gara composta da due stacchi? Il momento nel quale l’atleta effettua uno stacco nella specialità del salto con l’asta è come effettuare uno stacco nella direzione della rincorsa, questo potrebbe essere simile ad uno stacco nel salto in lungo oppure nel salto triplo, con la variante che le braccia siano posizionate in modo che possano presentare l’asta, da questo momento inizia il secondo salto. Verso l’alto, ma prodotto essenzialmente dall’asta. Lo stacco (stacco nell’asta) che consideriamo abitualmente, non è che il passaggio sul penultimo appoggio degli altri salti (lungo, triplo, alto). Il “vero salto” è quello provocato dall’asta… Questa considerazione può portare a valutare quanto la componente rilevante sia la capacità di accelerare fino allo stacco, come nel salto in lungo o meglio, come nel salto triplo e presentando l’asta più alta possibile, (questa asta diventa, la vera gamba di stacco). Questo perché innanzitutto ci si deve “appendere”: tenere correttamente l’attrezzo, sollevarlo e spingerlo in modo corretto, essere agili, un attimo dopo che sul terreno si è completata l’azione di stacco

ii. Conseguenze sull’allenamento Nell’allenamento del salto con l’asta, lo stacco radente ma “spingendo” l’attrezzo deve avere una sua peculiarità. Sapere correre con l’asta, vuole dire pensare anche a programmare le sedute di corsa con eventualmente il trasporto dell’asta, non si perde nulla in velocità ma si guadagna in abilità (l’importanza della compattezza generale dell’atleta) Speriamo sempre che il concetto di transfer esista e che lo stacco che l’atleta è capace di effettuare vada a sostituire l’azione passiva del corpo che si evidenzia nell’azione di stacco di un principiante.

iii. Per andare più lontano, molto lontano, immaginiamo…. Uno stacco nel salto con l’asta:  L’insieme atleta attrezzo  L’asta tocca la cassetta  L’atleta solleva l’asta e resiste  Passaggio sul piede di stacco  Stacco

Insieme saltatore attrezzo: braccia, cintura scapolare mani – asta

Bacino: centro di gravità

Gamba di stacco

Immaginiamo ora che l’asta diventi la gamba di stacco… questo nuovo assetto può farci comprendere l’importanza del lavoro della parte alta del corpo. Il blocco spalle – braccia – mani, sull’asta deve essere rigido, il mantenere la tenuta di questo insieme, permette alla gamba libera di completare l’azione di stacco, affinché la traiettoria possa diventare quella dell’astista…

Nuovo centro di gravità

Gamba di stacco

Penultimo appoggio

Questa non è forse che una riflessione, ma vista in questo contesto rispetta tutti i fondamentali dei salti: velocità, stacco alto della centro di gravità, orientamento delle traiettorie. È allora un argomento che rispecchia una dimensione affinché il lavoro generale sia essenzialmente trasversale.

Tradotto da: Grazaino Camellini Rivista AEFA n° 212 Dicembre 2013