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LE STORIE



MATTIA CELLA


OSTEOPATIA E SPORT
ovvero
che cosa fare per limitare le probabilità di un infortunio


Secondo recenti statistiche, in Italia l’attività sportiva viene praticata dal 25% della popolazione, percentuale che include anche i 5 milioni di persone che fanno sport a livello agonistico. La continua crescita di questo settore comporta non solo un aumento dei benefici legati allo sport ma anche ad un collaterale aumento del numero di infortuni.
Ogni anno, infatti, centinaia di migliaia di persone sono costrette a interrompere, momentaneamente o definitivamente, il proprio percorso sportivo.
Come fare per evitare tutto questo?
Al giorno d’oggi la visita medica agonistica, obbligatoria per legge, è in grado di identificare problematiche cliniche di un certo rilievo e di dirottare le persone verso il personale medico di competenza.
Gli sportivi che ricevono l’idoneità dovrebbero essere considerati in grado di praticare attività agonistica senza incorrere in grossi rischi. Sebbene questo possa aiutare a escludere problematiche anche gravi, non risulta però sufficiente ad evitare l’insorgenza dei più comuni infortuni di natura muscoloscheletrica.
Chi pratica sport ad un certo livello ha vissuto sulla propria pelle almeno un infortunio. E molte volte questo implica il termine di una stagione agonistica o la mancata partecipazione alla gara più importante dell’anno.
In quei momenti si ripensa agli allenamenti massacranti sotto pioggia, neve e grandine, alla rinuncia a serate con amici o a week-end fuori porta. Sono stati tutti sacrifici inutili. L’opportunità di raccogliere quanto seminato durante le lunghe sedute di allenamento è andata perduta e l’unico pensiero che rimane è la speranza di una repentina guarigione. Per evitare questi noiosi inconvenienti la maggior parte degli sportivi beneficia dell’aiuto dei fisioterapisti, dei loro consigli e anche dei loro massaggi di scarico. Il loro lavoro gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione così come in una eventuale riabilitazione.
Esistono però moltissime situazioni in cui una problematica si ripresenta a periodi alterni, dolori mai del tutto risolti, tendenza a infortunarsi sempre nello stesso arto o difficoltà nel percorso di guarigione. Molte volte la causa del problema può non coincidere con la zona sintomatica.
L’origine può essere in una regione del corpo più distante. Posture errate, problematiche correlate al periodo evolutivo e traumi ripetuti e trascurati, specie a livello articolatorio e rachideo. E’ in questo campo d’azione che si inserisce l’osteopatia, disciplina olistica datata 1874 riconosciuta e descritta dall’Organizzazione Mondale della Sanità e che prevede l’uso di un’ampia varietà di tecniche manuali volte a migliorare la fisiologia e ripristinare l’omeostasi che erano state alterate da disfunzioni del sistema scheletrico, articolare, miofasciale, vascolare, linfatico e neuroendocrino (World Health Organization, 2010).
In realtà l’osteopata non fornisce solamente un indispensabile supporto preventivo durante i cicli di allenamento ma collabora con le figure sanitarie per assistere e agevolare il recupero da un infortunio. Prendiamo l’esempio di un atleta velocista che dopo un infortunio assuma uno stile di corsa diverso da quello usuale per cercare di mitigare la presenza del dolore. Questa modificazione biomeccanica potrebbe creare uno schema disfunzionale e rimanere presente anche dopo la risoluzione dell’infortunio. Un buon osteopatla saprà identificare la reale zona problematica e trattarla per consentire al fisico di riprendere il proprio corretto schema di funzionamento.
Proprio per questo motivo le squadre di alto livello includono la figura dell’osteopata nel proprio staff, per prevenire un infortunio e velocizzare i tempi di recupero. La grande diffusione osteopatica nel mondo sportivo ha fatto emergere anche altri aspetti positivi legati al mantenimento di una costante efficienza dell’apparato muscoloscheletrico. Agire in prevenzione consente una maggiore continuità negli allenamenti e una maggiore possibilità di superamento dei propri limiti. Mantenere la corretta fisiologia articolare dell’arto inferiore può consentire a un velocista di reclutare una maggiore spinta e tradurla in una falcata più ampia ed efficace. Molte tecniche riescono a indurre un rilassamento generale e possono essere utili per diminuire i livelli d’ansia che precedono un’importante competizione e permettere quindi all’atleta di gestire meglio la gara aumentando le probabilità di successo cronometrico. Il trattamento osteopatico trova un buon riscontro anche nella gestione della dismenorrea e può tornare utile alle atlete che frequentemente vengono debilitate, in gara e in allenamento, dai dolori legati al ciclo mestruale. Con tecniche manipolatorie e articolatorie si può inoltre migliorare la mobilità toracica permettendo una migliore biomeccanica respiratoria. Ciò si traduce direttamente in un miglioramento del metabolismo energetico aerobico ritardando la produzione di acido lattico e migliorando la performance muscolare.
Ma questi sono solamente alcuni tra gli innumerevoli esempi che si potrebbero portare di come l’osteopatia possa agire e portare beneficio anche nel mondo dello sport. Secondo un recente sondaggio, l’80% dei pazienti risulta soddisfatto dall’avere provato un trattamento osteopatico e questo è uno dei principali motivi della esponenziale diffusione e successo che la disciplina sta riscuotendo nel mondo.
Non resta che fermarsi e riflettere: voglio ridurre le probabilità di un infortunio? Voglio velocizzare i tempi di recupero? Voglio tentare di migliorare le mie prestazioni? Nel caso la risposta sia affermativa, continua pure a curarti come stai facendo ma soprattutto… rivolgiti anche ad un osteopata!

Mattia Cella, D.O. B.Sc. (Hons) Ost., M.ROI







DANILO PERRI



BADMINTON 9 - OTTOBRE


Ieri è stata una giornata storica per il Badminton italiano, oltre che per i primi raduni Vola In Azzurro territoriali, anche per il primo torneo di ParaBadminton. Il Palabadminton ha aperto le porte a tutti gli atleti con disabilità fisiche per la Tappa Nord - Torneo Milano - del circuito di ParaBadminton. A darsi battaglia tutti gli atleti del panorama italiano, che hanno messo in campo grande grinta, passione e determinazione, oltre che il solito fairplay che caratterizza il nostro sport. Ci auguriamo che questo sia il primo di una lunga serie di tornei di ParaBadminton e che sempre più atleti disabili decidano di cimentarsi con il Badminton. Congratualazioni a tutti gli atleti e soprattutto ai convocati per i mondiale in Korea di fine Novembre: Saranno Marcella Li Brizzi, Roberto Punzo e Yuri Ferrigno. Photo: F.I.Ba.


Altri tasselli “storici” per il Badminton italiano!


Lo scorso fine settimana è stato caratterizzato da due nuovi ed importantissimi eventi per il nostro sport: Torneo di paraBadminton tenutosi al palaBadminton a Milano (ma ne parleremo in un altro articolo) Il primo Vola In Azzurro territoriale di cui la Lombardia (unita ad Emilia-Romagna e Veneto), Trentino Alto Adige, Piemonte-Liguria e Sicilia sono state protagoniste. Il Vola In Azzurro nazionale ormai è conosciuto a tutti: è il raduno a cui partecipano i migliori ragazzi U9/10 U11 U13 ed U15 di tutta Italia selezionati per puntare ad entrano a far parte dei progetti F.I.Ba. e CONI per sportivi di alto livello. A livello territoriale la finalità è sempre la stessa, con la sola differenza che si allarga la base per avere più ragazzi con cui lavorare e fare una selezione più mirata per il percorso nazionale. Il progetto promosso dalla F.I.Ba. voluto fortemente dal CRL sul nostro territorio ed accolto in casa del GSA Chiari è stato decisamente un successo! Erano stati convocati 23 ragazzi guidati dai 15 allenatori dei club che si sono offerti di partecipare al raduno, tutti sotto la supervisione degli allenatori Hookman Clare (Lario Badminton Club) – Tomasello Fabio (GSA Chiari) – Megumi Sonoda (BCM) – Pirvanescu Gloria (BCM). L’incontro è stato caratterizzato da un grande impegno da parte di tutti e vogliamo ringraziare tutti gli attori coinvolti. Il GSA Chiari che ha organizzato l’evento in ogni minimo dettaglio mettendo a disposizione tutto il necessario per la riuscita del raduno. I genitori che anche in questa occasione hanno fatto grandi sacrifici per dare la possibilità ai propri ragazzi di entrare a far parte di questo bel progetto. I ragazzi, ai quali bisogna fare i complimenti, per non essersi risparmiati in ben 12 ore di allenamento molto tecnico dando sempre il massimo e cercando di fare loro tutti i consigli degli allenatori. Gli allenatori che hanno cercato di dare tutto per l’intero weekend, stimolando i ragazzi a farli lavorare bene, cercando la chiave giusta per far cogliere il particolare che fa la differenza ed allo stesso tempo a farli divertire quel tanto che basta per mantenere alta la motivazione. Il tutto sotto la guida impeccabile, autoritaria nel momento giusto, umana ed allo stesso tempo umile di Fabio e Clare (purtroppo per impegni Megumi e Gloria non hanno potuto partecipare). Non possiamo che dire che il progetto è partito con il piede giusto, tanti appassionati uniti per uno scopo comune: puntare a portare sempre più in alto il livello del nostro sport, con tanta passione, dedizione, rispetto, umiltà ed anche divertimento, che sono tutti gli aspetti su cui si basa il Badminton! Non ci resta che far partire il conto alla rovescia per il prossimo incontro che si terrà il 3 e 4 marzo…






IL BADMINTON


Il Badminton ha radici antichissime; le testimonianze storiche confermano l'esistenza, fin dal I secolo a.C., di un antico gioco cinese in cui si usavano volani e rudimentali racchette. Molto popolare, il gioco inizia a "volare" e diffondersi verso terre lontane, acquisisce dignità di disciplina sportiva nel 1860, in un castello inglese, "Badminton House", luogo da cui prende il nome e dove vengono codificate le regole per poi diffondersi in tutto il pianeta. Nel 1934 viene fondata l'International Badminton Federation (IBF) e dal 2007 diventa Badminton World Federation (BWF). Al giorno d'oggi il Badminton può contare su 183 associazioni affiliate alla federazione internazionale Badminton World Federation (BWF). E' diventanto sport Olimpico da Barcellona 1992 e entrerà a far parte degli sport paralimpici da Tokyo 2020. In tutto il mondo è il terzo sport più praticato nonchè lo sport di racchetta più veloce; l'attuale record mondiale di smash in una partita di singolo maschile è di 417 Km/h, 432 Km/h in doppio maschile e 493 Km/h fatti durante dei test. Si gioca in singolo (maschile/femminile) doppio (maschile/femminile) e doppio misto. E' molto praticato in Asia ma anche in Europa ci sono nazioni di altissimo livello. La Danimarca in primis, con l'attuale campione del mondo, seguita dalla Spagna che vanta molti praticanti e l'attuale campionessa Olimpica; molto diffuso anche in Inghilterra, Francia, Germania, Russia e (molti) diversi altri paesi.
In Italia il Badminton compare negli anni '40 quando Riccardo Simonetti, appassionato di Padova, crea una Federazione Italiana (1960 - 1966), negli anni successivi modifica la sua denominazione più volte e nel 1985 viene costituita la Federazione Italiana Badminton (F.I.Ba.) per trasformazione dell'associazione italiana Badminton, sorta nel 1976. Viene riconosciuta dal CONI quale Federazione Sportiva Nazionale - FSN nel 2000.
Missione della Federazione è quella di organizzare sostenere e promuovere progetti per la diffusione del Badminton a livello nazionale, tornei, campionati; gli atleti agonisti di interesse nazionale entrano, già in età giovanile, nel Centro Tecnico Federale direttamente da lei gestito. Sul territorio si avvale della collaborazione dei Comitati/ Delegati regionali e provinciali.
Tra le iniziative promozionali a livello nazionale e/o regionale vediamo:
Campionati Studenteschi - Gruppi Sportivi Aderenti - Progetto Racchette di Classe-Trofeo CONI- Campionati Badminton Senza Frontiere

Dedicati agli atleti:
#ProgettoGiovani #duemila20e24 - Progetto Talenti 2020 - Vola in Azzurro - Centri Tecnici Territoriali - Camp Estivi

Formazione tecnica:
Progetto Shuttle Time (progetto BWF per docenti scolastici) - Vola con Noi (progetto federale per la formazione di tecnici)

La sede della federazione è a Roma ma il centro di allenamento dei ragazzi della nazionale (CTF) si trova a Milano ed è conosciuto come PalaBadminton; nel mese di dicembre 2016 il Centro è stato riconosciuto da BE come Certificated Training Center, ovvero uno tra le 11 strutture riconosciute e presenti in 8 paesi Europei (Bulgaria, Danimarca, Germania, Irlanda, Olanda, Polonia, Spagna e Svezia). Alcuni giovani promettenti Lombardi sono stati scelti per vestire la maglia azzurra ed allenarsi quotidianamente al Centro Tecnico Federale: Lisa Iversen, Martina Corsini, Chiara Passeri, Enrico Baroni e Giovanni Toti.
Il Badminton è uno sport molto divertente, adatto a tutti, pulito e basato sui valori di rispetto e Fair Play, provare per credere!

http://www.badmintonitalia.it/
http://www.badminton-lombardia.com/
https://www.facebook.com/FederazioneItalianaBadminton/
https://www.facebook.com/BadmintonLombardia/















LORENZO GIUSTO


SALTO CON L'ASTA A TRANI


  • ANNO 2010

  • ANNO 2012

  • ANNO 2014

  • ANNO 2016


  • SERGIO PREVITALI


    ATLETICA LEGGERA PARALIMPICA


    ATLETICA LEGGERA PARALIMPICA (pdf)



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