SUGGERIMENTI DIDATTICI PER LO SVILUPPO E PER IL MIGLIORAMENTO DELLE ABILITÀ SPORTIVE

Di Harry Marra Oregon Track Club Elite

“Alcuni suggerimenti per il successo nell’insegnamento delle abilità sportive e delle tecniche legate al tuo sport “

INTRODUZIONE

Ogni insegnante, allenatore e atleta, che è seriamente intenzionato a migliorare le componenti tecniche delle proprie abilità sportive, dovrebbe avere una comprensione chiara dei fattori che compongono la meccanica dell’abilità stessa. Fondamentalmente, si deve avere una solida cognizione di ciò che richiede l’abilità perché questa possa essere applicata con successo. Questo è il punto di partenza ed è il primo passo verso il miglioramento. Successivamente, occorre sviluppare un programma di insegnamento/formazione per migliorare, rendere più raffinati ed efficaci questi fattori in un contesto ritmico e tecnicamente valido. Infine, occorre realizzare questo movimento, appena acquisito, in una varietà di situazioni (atteggiamento rilassato, intenso o come prova generale, ecc.) al fine di assicurare il successo all’atleta quando dovrà esprimersi in un contesto competitivo.

Diamo uno sguardo più da vicino alle componenti che possono aiutare a rendere efficaci tutte le abilità sportive.

  1. EQUILIBRIO

Il corretto equilibrio dell’atleta deve essere stabilito all’inizio della abilità. L’obiettivo dovrebbe essere quello di mantenere questo equilibrio per tutta la durata dell’abilità. Partendo da suo inizio. Quando si sviluppa un’abilità o un movimento balistico è quasi impossibile ristabilire l’equilibrio una volta perso. Un gatto può farlo, (riesce a ristabilire una corretta posizione di atterraggio se lasciato cadere da una certa altezza) ma la maggior parte degli umani non può farlo. Pertanto, occorre che l’atleta ponga una maggiore attenzione assumendo, non solo una posizione equilibrata prima dell’inizio del movimento tecnico, ma anche tecnicamente corretta. Con questa posizione di equilibrio, l’atleta ha almeno una possibilità di successo. Questa posizione riesce a dare al tecnico un punto di riferimento per analizzare dove l’atleta ha commesso errori man mano che si sviluppa il movimento. Una volta che si è stabilita la corretta posizione di equilibrio all’inizio del movimento, è necessario dedicare ore infinite alla transizione da questo punto, al movimento di inizio effettivo dell’abilità. Molto spesso l’abilità inizia a guastarsi in questa fase di inizio del movimento. Ricorda, all’inizio di un movimento, il corpo è in genere in uno stato di inerzia pari a zero. Ci vuole una forza tremenda per superare questo stato e dare inizio al gesto. Troppo spesso il giovane atleta cerca di farlo a scapito di una postura equilibrata assunta all’inizio del movimento. Fare questo è un errore enorme e comporta una serie di effetti collaterali negativi relativi al risultato dell’abilità.

  • POSTURA

La postura corretta è direttamente correlata alla componente di equilibrio di cui si è parlato in precedenza. Senza una postura corretta all’inizio e per tutto lo sviluppo dell’abilità, l’equilibrio risulta difficile, se non impossibile da raggiungere.

Qual è la postura corretta per una particolare abilità? Come viene realizzata grossolanamente? Come viene realizzata in modo specifico? Tutte queste domande richiedono risposte chiare… proviamo ad analizzarle.

La corretta postura di un’abilità può essere definita come l’allineamento più efficiente delle catene che il corpo assume in una posizione in cui l’abilità può essere eseguita nel modo corretto, esplosivo, ritmico e senza interruzioni. Questa posizione ha un numero diverso di componenti. La componente di equilibrio di cui ho fatto riferimento in precedenza è una parte importante dell’atteggiamento di postura. Poi viene la definizione di allineamento del corpo. Il centro di gravità (CG) del corpo deve sempre essere caricato attraverso un movimento di flessione delle articolazioni della caviglia, del ginocchio e dell’anca. Non ci dovrebbe essere “rottura” o piegamento all’altezza della vita quando si cerca di abbassare il proprio baricentro all’inizio o durante un’abilità. Questa “rottura” è controindicata alla postura, all’equilibrio e, in definitiva, al successo nell’esecuzione dell’abilità.

La chiave per la creazione e per il mantenimento di una corretta postura si colloca in quello che viene definito il controllo di base. La regione addominale e la zona lombare del corpo devono essere sufficientemente forti e sufficientemente compatte per mantenere la posizione in modo che i grandi gruppi muscolari della parte inferiore del corpo, unitamente alla forza della parte superiore del corpo, possano lavorare in sinergia come una macchina perfettamente collaudata.

La parte facile in questo caso è lo sviluppo della forza nella regione centrale.

Ci sono esercizi che permettono la realizzazione di questo obiettivo. Il fattore critico è l’applicazione di questa forza durante una particolare (e probabilmente esplosiva) abilità sportiva. Quindi, deve essere speso molto tempo di pratica per stabilire la giusta posizione di base dell’abilità; questa posizione può essere mantenuta mentre l’atleta “cammina” attraverso i movimenti dell’abilità a un ritmo lento e controllato; e successivamente, aumentando gradualmente la velocità del movimento, valorizzare questa posizione centrale.

Uno dei modi che preferisco per sviluppare questo segmento nella curva di apprendimento è quello di togliere una parte del corpo dall’abilità, mentre si lavora su un’altra parte dell’abilità stessa. Ad esempio, quando insegno la corretta meccanica degli sprint, mi concentro in primo luogo sui movimenti degli arti inferiori associati alle corrette abilità dello sprint. Questo può essere facilmente ottenuto, semplicemente facendo in modo che l’atleta appoggi le mani sui fianchi mentre esegue un movimento in rapidità delle caviglie oppure un movimento di skip. Tutta l’attenzione in quel momento sarà focalizzata su quale sia il movimento corretto per gli arti inferiori. Quando si risulta padroni di questa abilità, si può passare al successivo esercizio: seduti sulla pista ed eseguire un rapido movimento a braccia piegate, eliminando in tal modo gli arti inferiori dal movimento e concentrandosi sul corretto schema del movimento della parte superiore del corpo durante lo scatto. Infine, chiedo loro di mettere insieme, in uno sprint a velocità controllata le due parti in modo da completare l’abilità.  Questo processo può sembrare complesso ma è un modo molto efficace per realizzare questa fase di controllo della postura durante lo sviluppo delle abilità.

  • UTILIZZO COMPLETO DI TUTTI I LIVELLI COINVOLTI [con il minor tempo di consegna (tempo di reazione/movimento)]

I movimenti lenti e tecnicamente corretti sono, in funzione del buon risultato dell’atleta, da preferire rispetto ai movimenti veloci, meccanicamente scorretti. Fate riferimento all’abilità del salto. Mentre l’atleta si prepara a staccare da terra, dovrebbe inizialmente prefigurarsi le due posizioni di equilibrio e postura di cui si è fatto riferimento in precedenza. Successivamente, per completare il salto dovrebbe porsi come obiettivo, la capacità di applicare più forza possibile al terreno. Un’estensione completa ed energica delle articolazioni di caviglia, ginocchio e anca sono elementi essenziali per completare il movimento con successo, valorizzando gli arti inferiori attraverso tutta la loro range of motion (ROM) o gamma di movimento, indipendentemente dalla velocità del movimento iniziale. La velocità di consegna di queste azioni può essere allenata durante il percorso di maturazione sia fisica che tecnica dell’atleta. Questo concetto è valido per tutte le parti del corpo quando queste partecipano all’esecuzione di un movimento/abilità sportiva. Il giovane atleta a volte insiste, nei confronti dell’allenatore, nella richiesta di voler eseguire più rapidamente il movimento pensando di saper gestire tutta la gamma dell’abilità senza rendersi conto di saper gestire solo in modo parziale le componenti dell’abilità. Nel momento in cui il giovane atleta si troverà a dover gestire l’abilità ad un livello superiore, nella condizione di dover eseguire di più velocemente l’abilità, il giovane si troverà in una posizione di deficit (posturale) per non saper applicare forza o ritmo su quella parte dell’abilità. Immediatamente, si verifica una rapida interruzione della tecnica e l’abilità diventa nient’altro che un aggiustamento alla situazione emersa.

Se si vuole che l’atleta riesca ad esprimersi in modo rapido ed esplosivo in qualsiasi abilità, occorre ricordare di preparare il movimento prima attraverso una ROM completa e poi provare a migliorarlo attraverso la velocità del movimento. Sia il tempo di reazione che il tempo di movimento possono essere allenati. Il tempo di reazione è indicato come il tempo impiegato da un atleta per rispondere a uno stimolo o un comando. Il tempo di movimento è il tempo impiegato dall’atleta per eseguire la prima componente dell’abilità dopo aver reagito allo stimolo. Il tempo riflesso è collegato e non può essere migliorato. Quando ci si allena per migliorare questi movimenti, occorre convincersi ad iniziare lentamente e costruire il movimento da questa situazione. Quando si cerca di anticipare o indovinare un comando, non si farà nulla per migliorare la reazione e/o il tempo di movimento. Idealmente, l’attenzione degli atleti nel momento dell’impulso dovrebbe essere centrata su una particolare parte del movimento dell’abilità e/o un particolare che ognuno ha sviluppato per aiutarlo a eseguire correttamente l’abilità.

  • RITMO PER TUTTA LA PERFORMANCE
  • Stabilire prima il ritmo (forma / fluidità / velocità)

     2.    Stabilire (in secondo luogo) il ritmo più esplosivo

 La pattinatrice Sarah Hughes ha personificato il ritmo e la postura e per questo, la compostezza, nella sua interpretazione premiata con la Medaglia d’oro durante il lungo programma di pattinaggio artistico alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City del 2002. Era tecnicamente magnifica. Tutti i movimenti atletici dovrebbero avere come fine ultimo mirare a un’esibizione esplosiva, dinamica e ritmata. Il ritmo è definito come “un movimento fluido e senza sforzo su una base costante mentre l’atleta esegue un’abilità“. È questo ritmo, che conferisce a una performance un vantaggio netto. Gli ostacolisti devono sviluppare questo ritmo ad un altissimo indice di velocità mentre superano uno dopo l’altro gli ostacoli durante la specifica gara in atletica leggera.

Come nel caso del range of motion (ROM), occorre assicurarsi di istruire l’atleta nel ritmo dell’abilità e poi quando il buon risultato è stato raggiunto in questo dominio è possibile iniziare ad aggiungere velocità di movimento all’abilità.

  • ACCELERAZIONE CONTROLLATA DELL’ABILITÀ PER TUTTA LA PRESTAZIONE (Questo non significa necessariamente veloce)

Nell’insegnamento di una determinata abilità sportiva è fondamentale che l’allenatore ponga una grande enfasi sulla spiegazione del ruolo dell’accelerazione come conseguenza dell’effettiva efficacia di ogni abilità. Nello specifico, ogni atleta dovrebbe “accelerare” mentre effettua il suo ingresso e/o avvicinamento ad una particolare abilità (accelerare durante la fase di stacco, così come davanti ad un ostacolo). Tuttavia, questo modello di accelerazione deve seguire quanto citato nel paragrafo precedente, deve essere ritmico, fluido e veloce tanto quanto l’atleta può gestirlo in quel particolare momento nel suo livello di abilità.

In atletica quando un atleta entra nella fase di stacco o nella fase iniziale di un’abilità sportiva si fa riferimento ad un’accelerazione controllata, che è l’opposto ad una fase passiva del movimento. Tutto risale al concetto citato in precedenza. Una postura/posizione corretta, deve essere sempre favorita rispetto alla velocità di movimento. L’insegnamento dovrebbe sempre trovare l’allenatore che enfatizza prima la postura corretta e successivamente, nel processo di sviluppo, la velocità. Una ginnasta nella specialità del cavallo dovrebbe avere un avvicinamento lineare e accelerato all’attrezzo per poter eseguire lo stacco e quindi il gesto correttamente. Questa accelerazione lineare, inizia con una postura corretta prima della fase di avvio del movimento e viene successivamente preparata nei due passi precedenti lo stacco.

Posso sedermi sugli spalti e guardare un saltatore in lungo e dirti se il suo salto sarà più o meno efficace semplicemente osservando questi primi due passaggi.

Quante volte abbiamo sentito Scott Hamilton (presentatore) ai Giochi Olimpici invernali di Salt Lake City del 2002, affermare che quel pattinatore “non ha sufficiente accelerazione” in una particolare figura di salto e successivamente vedere l’atleta fallire nel completare il salto previsto? È fondamentale accelerare allo stacco/all’inizio di un’abilità. È fondamentale mantenere la postura durante questo schema di accelerazione. È essenziale trovare un ritmo per questa accelerazione. così come è altrettanto importante mantenere l’equilibrio per tutto il tempo. Questi atteggiamenti ti permettono di constatare come tutta questa successione sia funzionale ad uno sviluppo corretto dell’abilità.

  • SOMMARIO E CONCLUSIONI

Ogni qualvolta mi accingo a spiegare la corretta acquisizione delle abilità sportive, faccio spesso riferimento ad esempi, che a parer mio sono il modo più semplice per insegnare un’abilità è capire esattamente che cosa l’abilità sta chiedendo all’atleta di fare.

Questo mio comportamento a volte lascia perplesso i colleghi sulle modalità di applicazione di questo concetto. Occorre non dimenticare mai il ruolo dell’equilibrio, della postura, della ROM, del ritmo e dell’accelerazione. Questi elementi, se richiamati fanno immediatamente emergere tutte le informazioni sulla natura dell’abilità.

Ho un esempio facile per capire quali sono i movimenti tecnici necessari associati al lancio e che valorizzano per esempio il lancio del disco. Prima di andare al campo di allenamento, guarda l’abilità nelle sue parti separate. Esamina le componenti di equilibrio, postura, ecc.., esamina ogni elemento, ogni passaggio dello sviluppo dell’abilità e immediatamente, gli elementi tecnici di tale abilità saliranno in superficie. Allenatori e insegnanti devono sempre essere preparati, i piani della lezione per lo sviluppo di quella specifica abilità devono essere formulati, rivisti e sviluppati nella pratica quotidiana.

Il movimento umano è una gioia da guardare. La corretta applicazione di un’abilità sportiva è una forma d’arte. Ogni atleta/allenatore/insegnante, ha bisogno di un piano scientifico per sviluppare questa forma d’arte al suo massimo potenziale. Il testo di questo breve documento spero possa essere un punto di partenza per il successo come allenatore e/o atleta nello sviluppo dell’acquisizione delle abilità in ogni particolare movimento in atletica.

Traduzione e adattamento di:

Graziano Camellini