THE ART OF COACHING

By Coach Harry Marra, Oregon Track Club, Elite

Prefazione:
Nello sport, l’allenatore in senso stretto è soprattutto responsabile di tutto ciò che riguarda
l’allenamento, che chiameremo training per distinguerlo dal coaching. Il training si occupa di
formazione muscolare, insegnamento tecnico, esercitazioni standard, pianificazione, controllo e
valutazione dell’allenamento, il coaching invece riguarda la preparazione attentiva, emotiva, e la determinazione mentale dell’atleta. In breve il coach sportivo si occupa di allenare la forza mentale dell’atleta nell’espressione concreta di quanto appreso e sviluppato nel training tecnico.

Introduzione:
Riflettendo su più di mezzo secolo di pratica sia da atleta che da allenatore, mi accorgo che molta
acqua è scesa a valle in questo periodo di tempo. L’esperienza che ho acquisito, unita a una
visione del coaching come arte, mi ha permesso di far evolvere i miei atleti e renderli sempre più
bravi. Questo breve contributo riguarda l’evoluzione della conoscenza. Credo che questo sia il
fattore critico quando accompagni un atleta a raggiungere il suo potenziale. Le spalle di un
allenatore sono ampie e hanno l’enorme responsabilità di perfezionare e continuare a migliorare i
propri atleti. Ogni allenatore deve prendere sul serio questa responsabilità e acquisire strumenti
specifici per realizzare questo, se l’aspettativa deve avere successo.
Controllo delle abilità
È mia ferma convinzione che in atletica leggera, indipendentemente dal livello, è imperativo che
ogni allenatore conosca le basi di ogni abilità / specialità che viene insegnata / allenata. Questo è
fondamentale per il coaching di successo. Se in realtà non si ha una comprensione chiara della
scienza del movimento (vale a dire le leggi del moto di Newton, la fisiologia di base dell’esercizio
relativo al riposo e al recupero, il metabolismo degli esercizi, le leggi di rotazione e volo degli
oggetti, sistema nervoso centrale (SNC) e i principi base delle abilità) insita in ciascuna delle
abilità, il mio primo consiglio sarebbe quello di ottenere formazione / educazione in quella
particolare area. Una volta sviluppata la comprensione della meccanica delle specialità, l’allenatore
di successo sarà in grado di trasferire queste informazioni ai suoi atleti in modo fluido. Questa è
l’arte del coaching: colmare il divario tra, il potenziale per eseguire l’abilità e l’esecuzione corretta
dell’abilità.
Specificità e transfer
Considerare cosa devono fare gli atleti che si cimentano nelle specialità dell’atletica leggera per
migliorare in una singola specialità: esercitazioni generali e specifiche, esercizi di equilibrio e di
forza, lanci di vario genere, fondamentali della corsa e non ultimo ma molto importante per il
decatleta, effettuare azioni tecniche anche in stato di stanchezza. Un allenatore di atletica esperto
e consapevole della mole di contenuti da sviluppare è pertanto incaricato di redigere metodologie
di allenamento significative, compresi tutti i metodi sopra citati che globalmente daranno luogo alla
corretta esecuzione della specialità. In altre parole, la competizione dovrebbe essere una
dimostrazione corretta di tutte le abilità sviluppate durante il periodo di allenamento e trasferite
all’abilità. Mentre si redige un piano di lavoro, occorre chiedersi se ciò che si sta facendo comporti
lo sviluppo di un’abilità che sia trasferibile alla valorizzazione di una specialità. Non si deve perdere
tempo a fare pratica su nient’altro. Un allenatore di power-lift può essere l’unico allenatore esente
da questo principio. Ad esempio, un atleta che si allena / si prepara per i Campionati del Mondo di
Powerlifting è in sala pesi come fine in se. Cioè, lui / lei vuole, nel giorno della competizione
sollevare più di quanto abbia fatto in passato. Inoltre, quel singolo personale, raggiunto nella sala
pesi, può essere fondamentale nella competizione per quell’atleta. Viceversa, un atleta di atletica
leggera (es: un saltatore in alto) utilizza il lavoro nella sala pesi, durante il periodo di preparazione
autunno / inverno, come mezzo per raggiungere un fine. L’obiettivo dell’atleta di atletica leggera è

quello di diventare più forte e quindi applicare la forza alla specialità per la quale lui / lei si
stanno preparando. I principi di specificità dell’allenamento devono essere rispettati nella sala
pesi al fine di ottenere i risultati desiderati in ambito specifico. Non è importante sapere quanto un
atleta possa sollevare nello squat, se in realtà non è in grado di applicare quella forza per
migliorare la propria prestazione. In altre parole, i guadagni di forza senza applicazione sono una
totale perdita di tempo. Questa panoramica sull’allenamento specifico della forza applicata al
miglioramento della prestazione è solo un esempio di perfezionamento dell’arte del Coaching.
Semplicità di approccio
Rimanere semplice, (il famoso principio KISS, Keep it Sweet and Simple, “rimani semplice, e
lineare”) significa fondamentalmente non occuparsi delle ottimizzazioni fin dall’inizio, ma cercare
invece di mantenere uno stile di  programmazione semplice e lineare demandando le ottimizzazioni
a fasi successive dello sviluppo. Questo metodo organizzativo è un aspetto importante per quanto
riguarda l’arte del coaching. La maggior parte dei tecnici è concorde nel considerare il Decathlon
come una specialità abbastanza coinvolgente. Dieci specialità sono raggruppate in una singola
competizione; una miriade di abilità devono essere perfezionate e per la sola natura della
competizione, (la maggior parte delle competizioni coinvolgono atleti in una sola specialità!) le
molte variabili associate al Decathlon equivalgono a un numero elevatissimo di passi falsi che
potrebbero significare disastri per l’atleta e l’allenatore, o per entrambi. Poiché la complessità della
competizione propone alcuni aspetti critici, si suggerisce caldamente di mantenere un approccio al
coaching molto semplice. Ho usato questo modello per quanto riguarda la preparazione al
Decathlon di Ashton Eaton con grande successo. Per esempio, il dialogo per il suo allenamento di
decathlon e la preparazione per la gara ammontano a sole 18 parole!! Inoltre, la sua
preparazione alla gara di salto in lungo è definita da una sola parola: perpendicular. Potete
chiedere come sia possibile; in ragione della semplicità del mio approccio all’allenamento di
Ashton queste 18 semplici parole richiamano input che evocano facilmente le complessità implicite
nell’esecuzione corretta della specialità. Questi segnali si sono evoluti nel corso della stagione di
allenamento nella quale allenatore e atleta sono diventati abili nelle loro capacità di
comunicazione. L’abilità nella comunicazione è un ulteriore elemento che caratterizza il rapporto
tecnico – atleta, in questo contesto non va dimenticata la capacità dell’allenatore di ascoltare
l’atleta.
Ogni atleta avrà un modo unico di articolare la sua comprensione in merito all’esecuzione di una
particolare abilità. L’ascolto, unito ad un’ampia base di conoscenze, permetterà ad un allenatore di
successo di sviluppare spunti che l’atleta può facilmente comprendere e migliorare di conseguenza
la visualizzazione delle abilità. È importante sottolineare che l’atleta deve capire i segnali,
dimostrando ancora una volta la necessità di mantenere semplici i contenuti della comunicazione.
Se sto allenando tre a quattro atleti in una specialità, con ogni probabilità, per ognuno di essi
utilizzerò segnali diversi nella comprensione di una particolare abilità. Quindi, suggerisco ad un
allenatore ben qualificato di portare un piccolo taccuino con le indicazioni dei diversi input da
utilizzare per ogni atleta.
Dimostrazione e osservazione del movimento
La capacità di un allenatore di dimostrare fisicamente ciò che viene insegnato è fondamentale per
un coaching efficace. Questa dimostrazione non ha bisogno di essere dinamica o esplosiva; ha
semplicemente bisogno di rispecchiare esattamente il movimento da attuare. Allo stesso modo,
un allenatore di successo non ha paura di introdurre movimenti di dimostrazione / spiegazione da
altre attività sportive. Questo, infatti, può aiutare a chiarire una componente dell’abilità, poiché
l’atleta può avere una familiarità con l’evento analogo (ad esempio: colpire una palla da baseball e
girare l’anca nella indicazione di un lancio). Questi movimenti non sono esatti nella loro
indicazione, ma i punti in comune possono consentire una comprensione che aiuterà l’atleta. Il
servizio di tennis è un altro ottimo modo per insegnare i giusti schemi di movimento nella
indicazione del rilascio del giavellotto.
Un allenatore di successo praticherà l’arte dell’osservazione. Si dice spesso, che non è possibile
allenare se non hai un occhio critico. I buoni allenatori sono osservatori esperti che riescono a
scomporre con successo un’abilità mal eseguita fornendo all’atleta una valutazione completa della

sua prestazione. Questo è utile per identificare sia gli indicatori di qualità che quelli di scarsa
performance. Sia l’allenatore che l’atleta dovrebbero praticare l’arte dell’osservazione, inclusa la
visione dei filmati. Una volta effettuata la correzione, l’allenatore può ricostruire l’abilità muovendosi
lentamente verso la velocità di competizione. Come elemento di integrazione, occorre essere
consapevole di tutte le osservazioni, anche quelle che provengono da ambiti esterni. Lo sprint di
Ashton è migliorato moltissimo in conseguenza di ciò che ho osservato quando era nella sala pesi
mentre si riposava tra le serie della panca! Ora il suo imput per l’inizio di una prova di sprint è
“bench press”!! Lui sa cosa significa.
Esercitazioni imitative 1 e ritmo
Le esercitazione imitative possono enfatizzare solo uno o due aspetti specifici dell’abilità. Questa tecnica può essere eseguita con o senza l’uso di un attrezzo. Come ho detto prima, la
scomposizione delle abilità è un elemento importante per comprendere e padroneggiare l’arte del coaching. Ad esempio, mentre si lavora per migliorare il lancio del disco, una esercitazione
particolare può enfatizzare la chiusura nella posizione corretta di partenza. Dopo il successo delle correzioni, con conseguente posizionamento corretto, l’allenatore di successo può aggiungere altre competenze nei movimenti successivi dell’abilità. Questa idea si allinea con un aspetto più
importante dell’esecuzione di un’abilità; se l’avvio viene eseguito in modo non corretto, l’abilità
continuerà a deteriorarsi. Per illustrare questo, si consideri la velocità di rotazione di una trottola.
Se applico una velocità di rotazione regolare (senza nessuna oscillazione) ma con minore velocità rispetto ad una trottola che gira con velocità di rotazione maggiore, ma con una oscillazione
iniziale, la prima girerà più a lungo.
Il ritmo e la perfetta esecuzione ininterrotta di un’abilità è il prodotto di una buona
esercitazione. Si prega di notare che eseguire le esercitazioni imitative fino al giorno della
competizione è fondamentale per la corretta attivazione del SNC e quindi per il successo ritmico.
In tale ottica, il warm-up che viene effettuato il giorno prima della competizione dovrebbe includere
l’esecuzione di tutte le abilità interessate il giorno successivo. Ciò dovrebbe allontanare l’idea che
due o tre giorni di riposo completo da un evento possano portare all’eccellenza. Il riposo è un
fattore molto importante nel periodo di picco in tutte le specialità in atletica leggera; tuttavia il
riposo è fondamentale, in un ciclo di allenamento, solo se viene adottato nel momento giusto.
Progetti per il successo
I programmi (piani di una stagione) sono fondamentali per un buon coaching e, quindi, per la
padronanza del Coaching. Un buon allenatore descriverà meticolosamente tutte le componenti
dell’allenamento per disporle nella corretta esecuzione della specialità con l’avvicinarsi del giorno della competizione.
IN SINTESI, l’arte del Coaching comprende: ascoltare, comunicare, formare, fidarsi,
osservare, dimostrare e avere un solido modello per il successo.
Questo breve contributo riguarda in generale alcune delle molte aree che un allenatore deve
sviluppare per diventare un maestro nell’arte del coaching. Esperienza e successo miglioreranno questo percorso. Dopo oltre 50 anni, ancora oggi quando arrivo al campo per gli allenamenti mi
sento ancora coinvolto. Questa sfida mantiene il mio lavoro emozionante e piacevole, mentre la
mia esperienza assicura ai miei atleti qualità e coerenza. Buona fortuna a tutti voi!

Tradotto e adattato da:
Graziano Camellini