Vincere e Perdere

TROPPO SPESSO NEL MONDO DELLO SPORT IL TUTTO SI RISOLVE PARLANDO DI VITTORIA O SCONFITTA.
È OVVIO CHE CHI COMPETE HA COME OBIETTIVO QUELLO DI PRIMEGGIARE.
IN ASSOLUTO IL VINCERE È QUALCOSA COMPLETAMENTE FUORI DAL NOSTRO CONTROLLO.
PENSIAMO DI AVER FATTO TUTTO AL MEGLIO, MA POI TROVIAMO UN AVVERSARIO PIÙ FORTE DI NOI E NON OTTENIAMO IL SUCCESSO IN CUI SPERAVAMO E CHE AVEVAMO PREPARATO CON GRANDE LAVORO.
PER UN ATLETA E PER UN ALLENATORE IL PEGGIOR PERICOLO È QUELLO DI FOCALIZZARSI ESCLUSIVAMENTE SULLA VITTORIA.
ALLA FINE UNO SOLO VINCE E GLI ALTRI…..? QUELLI CHE NON HANNO VINTO COME SONO ETICHETTATI? PERDENTI? ASSOLUTAMENTE NO, SE HO FATTO DI TUTTO PER PREPARARMI BENE E POI HO PERSO NON SONO UN PERDENTE, SEMPLICEMENTE HO TROVATO UNO PIÙ BRAVO DI ME.
QUESTO È UN PASSAGGIO MOLTO DELICATO NELLA CARRIERA DI UN COACH O DI UN ATLETA. IL PENSARE CHE LA NOSTRA AUTOSTIMA SIA ALIMENTATA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DAL FATTO CHE POSSIAMO VINCERE È DAVVERO DEMENZIALE. ATLETI ED ALLENATORI PERDONO IN AUTOSTIMA QUANDO NON RIESCONO A VINCERE.
VINCERE È IMPORTANTE, MA ESSERE CONDIZIONATI SOLO DALLA VITTORIA PUÒ CONDIZOZIONARE UNA CARRIERA E PUÒ FAR DIVENTARE FRUSTRANTE LA PROPRIA VITA, CON DOMANDE A CUI NON SI RIESCE A DARE UNA RISPOSTA.
GLI ATLETI E GLI ALLENATORI DOVREBBERO DARE MAGGIOR IMPORTANZA AL LAVORO CHE FANNO NEL PREPARARE LE COMPETIZIONI; È IL LAVORO CHE QUALIFICA ED È DALLA LAVORO CHE VIENE SVOLTO CHE BISOGNA PARTIRE PER VOLERE BENE A SE STESSI.
LE COMPETENZE, LE CONOSCENZE MATURATE IN ANNI DI DURO LAVORO E STUDIO VALGONO IN ASSOLUTO PIÙ DEL FATTO DI AVERE VINTO.NELL’IMMAGINARIO COMUNE UN ALLENATORE VIENE RICORDATO PER LE VITTORIE, MA UN ALLENATORE A PRESCINDERE DALLE VITTORIE DEVE ESSERE FIERO SE HA CREATO UNA MENTALITÀ, UN SISTEMA , UNA TRACCIA CHE RESTERÀ PER SEMPRE.
NELLA VITTORIA CI SONO RISVOLTI PERICOLOSI SE NON VENGONO ANALIZZATI CON UNA CORRETTA CAPACITÀ CRITICA.
LE VITTORIE ALIMENTANO L’EGO E A VOLTE TI FANNO VEDERE LA REALTÀ IN MODO DISTORTO. CI SONO PERSONE CHE FAREBBERO DI TUTTO PER VINCERE MAGARI USANDO ANCHE MEZZI ILLECITI.
CI SONO ALLENATORICHE DOPO UNA VITTORIA, UN TITOLO , UNO SCUDETTO, UN PRIMATO, PENSANO CHE IL LORO SISTEMA SIA INFALLIBILE. FORSE IL LORO SISTEMA HA FUNZIONATO IN QUELLA OCCASIONE, MA NON È DETTO CHE LO POSSA FARE IN ALTRE SITUAZIONI.
IL VALUTARE COME SI È ARRIVATI ALLA VITTORIA, IL CONSIDERARE TUTTE LE VARIABILI PUÒ AIUTARE UN ALLENATORE O UN ATLETA A PREPARARSI A VINCERE DI NUOVO. PENSARE CHE IL PROPRIO SISTEMA SIA INFALLIBILE È L’INIZIO DI UN FALLIMENTO.
NON SI PUÒ APPREZZARE UNA VITTORIA SE PRIMA NON SI PASSA ATTRAVERSO UNA SCONFITTA. LE SCONFITTE SONO PUNTI DI RIPARTENZA SE INTERPRETATE E VALUTATE NEL MODO GIUSTO.
LA SCONFITTA DEVI LASCIARLA ALLE SPALLE, CERCARE DI DIMENTICARLA AL PIÙ PRESTO.
PERDERE NON È LA FINE DEL MONDO E CON FIDUCIA POSSIAMO RIPARTIRE PER INIZIARE UN NUOVO CICLO DI VITTORIE.
DARE O CERCARE SPIEGAZIONI NON DEVE ESSERE UN’ESASPERATA RICERCA ALLE CAUSE CHE CI HANNO PORTATO AD OTTENERE UN’INSUCCESSO.
GLI ALLENATORI DOVREBBERO IMPARARE DAI GRANDI GIOCATORI CHE NON PERDONO TROPPO TEMPO A RICERCARE LE CAUSE; INVESTONO NELLA SCONFITTA LA RICERCA DI MOTIVAZIONI, ENERGIE PSICOLOGICHE E FISICHE PER TORNARE ALLA VITTORIA.

“NELLA MIA CARRIERA HO PERSO PIÙ DI 300 PARTITE, SBAGLIANDO PIÙ DI 9.000 TIRI, 26 VOLTE I MIEI COMPAGNI MI HANNO AFFIDATLO L’ULTIMO E DECISIVO TIRO DI UNA PARTITA E L’HO SBAGLIATO. HO FALLITO 1000 VOLTE, MA È PER QUESTO CHE ALLA FINE HO VINTO TUTTO” – (MICHEL JORDAN)

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STABILIRE OBIETTIVI

Uno dei compiti fondamentali di un allenatore è quello di stabilire obiettivi chiari e raggiungibili.
La chiarezza è fondamentale e troppo volte è vanificata da dichiarazioni del tipo” alleniamoci e poi vediamo cosa succede nel corso della stagione”. Queste parole creano solo confusione nella testa degli atleti. 
Un obiettivo deve essere credibile per essere raggiunto, per questo motivo un allenatore deve avere ben chiaro un punto di partenza, un RIFERIMENTO da cui partire. 
Non possiamo pensare di vincere lo scudetto se il valore dei nostri atleti è medio e nella passata stagione abbiamo rischiato di retrocedere. Più verosibilmente il nostro obiettivo quest’anno sarà quello di raggiungere il play off. Il tutto non può prescindere dal fatto che lo stesso allenatore abbia obiettivi personali. 
Se un allenatore non ha chiaro cosa vuole per sé, non potrà mai aiutare la sua squadra e i suoi atleti ad ottenere successi. Il segreto poi sta nella condivisione degli obiettivi e deve essere chiaro che l’impegno e il coraggio non saranno sufficienti se non si ha ben chiaro dove si vuole arrivare. 
La condivisione degli obiettivi un allenatore può gestirla per esempio nella fase di preparazione alla stagione agonistica. Chiedere agli atleti , per esempio durante una riunione conviviale, come “vorrebbero essere ricordati alla fine del campionato, come fare , cosa fare, come essere”. Il tutto poi messo su carta come una dichiarazione d’intenti firmato in una parte ben visibile dello spogliatoio !!! 
Questo è un documento che in momenti di difficoltà può essere usato per ricordare ai propri atleti ciò che avevano dichiarato e sottoscritto.

SE HAI OBIETTIVI CHIARI IL LAVORO CHE DEVI FARE PESA MENO E SI INNESCA LA COMPONENTE DIVERTIMENTO, E PIÙ TI DIVERTI E PIÙ TI ALLENI, PIÙ TI ALLENI PIÙ MIGLIORI, PIÙ MIGLIORI E PIÙ HAI POSSIBILITÀ DI SUCCESSO